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Archivio - Mostre realizzate


In - quiete

fotografie di Gianni Galassi

 

È in corso a Milano fino al 31 ottobre presso la Galleria Arteutopia la mostra fotografica «In&endash;quiete» dedicata a Gianni Galassi maestro milanese del bianco e nero che ancora oggi continua la sua ricerca sull'immagine dopo 35 anni di intenso lavoro creativo dietro l'obiettivo. Le 50 fotografie esposte documentano il percorso di Galassi dal 1972 fino ad oggi, dagli esordi con lo still life e la foto pubblicitaria, fino all'attuale ricerca sul paesaggio vuoto, sulla figura umana inserita in habitat geometrici, a metà strada fra reale e surreale.

Commenta nel testo di presentazione Luca Formenton, che con lui ha condiviso le prime esperienze fotografiche negli anni Settanta: «è bello ritrovare oggi nelle sue fotografie la sua passione analitica per questi paesaggi urbani scarnificati, geometrici, dove nulla tradisce il passaggio del tempo. Paesaggi e oggetti che diventano persone, o meglio oggetti che diventano soggetti. Un gruppo di sedie accatastate, un'onda, una gru, venticinque finestre di prigione (definite appunto Venticinque Esseri Umani). Il legame con quelle antiche botteghe parigine è li, a sfidare il tempo, a raccontare, come raramente accade, una lunga storia di fedeltà».

Questa mostra presentata dalla Galleria Arteutopia si inserisce nel nuovo filone espositivo che il direttore della galleria, Luigi Pedrazzi, ha inaugurato con le mostre estive dedicate a Frank Zappa e DonMcCullin, volte a far conoscere al pubblico fotografi di spessore ma eterogenei per tipo di ricerca: dall'immagine pubblicitaria al glamour del mondo dello spettacolo, dall'impegno di grande valore sociale al report di guerra. Questo per favorire una panoramica esaustiva dei diversi aspetti della fotografia.

 

Cenni biografici

Gianni Galassi nasce a Milano nel 1954. Dal 1972 conduce una ricerca personale nella fotografia con l'impiego di apparecchi a banco ottico. Le sue immagini appaiono sulle maggiori riviste femminili del momento, oltre ad illustrare cataloghi e pubblicità di numerose aziende milanesi. Gli anni successivi si riveleranno cruciali per la sua formazione estetica. Le fotografie di Robert Frank e Minor White, ma anche le provocazioni di Man Ray e Marcel Duchamp, la macchina da presa scarna e nervosa dei cineasti americani indipendenti, la pittura degli espressionisti tedeschi, il saggio di Walter Benjamin sulla riproducibilità dell'opera: tutto questo indirizzerà il percorso artistico di Galassi verso la rappresentazione di un mondo spesso disabitato, solcato da ombre dense e talvolta minacciose.Tra i suoi soggetti prediletti, reperti di archeologia industriale, marine, strade ferrate, architetture incompiute.

Nel 1978 espone i suoi lavori alla Galleria "Il Diaframma" di Milano, diretta da Lanfranco Colombo, e coltiva contemporaneamente la sua passione per il cinema che lo porta, nel 1976, a rilevare una sala sui Navigli per farne un Cinéma d'Essai. La programmazione anticonformista e profondamente cinefila farà del "Nobel" un punto di riferimento obbligato per l'intellighenzia milanese di quegli anni. Galassi è tra i primi in Italia a presentare al pubblico titoli come "Io sono un autarchico" di Nanni Moretti e "Nel più alto dei cieli" di Silvano Agosti. Tra il 1977 e il 1978 realizza per il regista Marco Tullio Giordana i sopralluoghi fotografici del film "Maledetti vi amerò". Sarà inevitabile, nel 1979, a riprese ultimate, seguire la troupe nel suo viaggio di ritorno verso Roma. Ed è la realizzazione di un documentario sulla grande manifestazione che la Biennale di Venezia ha dedicato, quell'anno, alla fotografia, a sancire l'ingresso di Galassi nel mondo dell'immagine in movimento. Ne seguiranno altri, negli anni '80, commissionati da Alfa Romeo, Good Year, Snia Difesa e Spazio, Costa Crociere. Oltre a spot per Philip Morris, Good Year, Lotterie Nazionali, Voxson.

Queste, e le successive esperienze nel campo della sceneggiatura e dell'aiuto-regia, lo spingono a impegnarsi maggiormente, a partire dal 1988, nell'ambito della post-produzione, del montaggio e della sonorizzazione di film e telefilm. Alla fine degli anni '90 riprende la ricerca personale: i temi sono quelli di sempre. E, salvo l'utilizzo dello scanner ad alta risoluzione al posto dell'ingranditore, Galassi resta fedele all'amato bianco e nero. I suoi lavori trovano collezionisti in Italia, negli Stati Uniti, in Germania, in Giappone.

 

Milano, Galleria Arteutopia

V.le Sabotino, 22

dal 7 al 31 ottobre 2004

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