The Rock City

a cura di Luigi Pedrazzi

15 anni di musica a Milano

 

30 luglio - 15 agosto 2016

ESTATE NEL BORGO - SUVERETO 2016

Inaugurazione sabato 30 luglio, 18.30


Fotografie di Massimo BARBAGLIA, Gigliola DI PIAZZA, Bruno MARZI, Angelo RADAELLI

 

Tra la fine degli anni ’80 e i primi anni del nuovo millennio Milano ha conosciuto una stagione entusiasmante per la musica.

Se alla Scala trionfava Riccardo Muti, le piazze della città si animavano di jazz, rock e blues. Arrivavano i grandi musicals inglesi e americani, e le proposte più innovative e contaminanti di generi e linguaggi musicali fiorivano nei club, nei teatri, e nelle rassegne che si moltiplicavano sul suo territorio, fino ai grandi festival rock.

La Milano da bere si imponeva come una delle “ piazze” più affascinanti del mondo: vivace, elegante e spregiudicata.

Così Madonna all’apice del successo si aggirava in via Montenapoleone con Naomi prima dello show mentre nei locali e nei ristoranti si incrociavano Prince o Peter Gabriel, David Bowie o Sting. Miles Davis se ne stava rintanato nel suo residence prima del concerto, e Rudolf Nureyev dormiva a casa di amici.

I capiservizio dei grandi quotidiani della città dovevano trovare in cronaca lo spazio per tutti e la fotografia diventava spesso lo strumento migliore per rendere una emozione, per descrivere l’entusiasmo o la delusione, per carpire l’attimo del successo.

Il mondo era analogico e le fotografie erano bellissimi rettangoli di cartoncino, spesso in bianco e nero, che prendevano vita la notte prima, dopo lo spettacolo, nelle camere oscure di strani stregoni che tra liquidi, bacinelle e luci soffuse passavano la notte a “scrivere” con il loro alfabeto la cronaca degli spettacoli, spesso più di uno ogni notte, che il loro occhio meccanico aveva registrato in una memoria lunga e arrotolata, di appena 36 parole.

Massimo Barbaglia, Gigliola Di Piazza, Bruno Marzi e Angelo Radaelli sono gli stregoni che in quegli anni quasi ogni sera si sono mossi nella città alla caccia di uno sguardo,un suono, un passo di danza, un sorriso, insomma tutto ciò che accadeva nei millanta palcoscenici di Milano.

I racconti migliori erano in quell’ istante rubato nei primi dieci minuti di show, quando il microfono non funzionava bene o le luci erano basse, e poi via di corsa in una altra platea, un altro pass, un altro servizio d’ordine da convincere.

The Rock City è un pezzo di storia di questa città e dei suoi narratori occulti, la cronaca senza fronzoli di una istantanea al buio, la suggestione di un periodo irripetibile e lontano, che ci restituisce intatta l’irresistibile energia che scorreva in quegli anni nelle vene di Milano, the Rock City.